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La prima botta del 2024: Pietro Zovadelli

    I due tornei di Budrione aprono alla grande, come vuole la tradizione, la nuova stagione. E il primo botto del 2024 l’ha fatto scoppiare Pietro Zovadelli. Tanto forte, il botto, che l’eco si è udito fino a Soresina, il borgo di diecimila abitanti, in provincia di Cremona, dove risiede il giocatore. A Soresina svolge pure la sua attività di restauratore di mobili antichi.

    Non sappiamo quanti avrebbero virtualmente scommesso sul suo successo. Quel che è certo che il solidissimo percorso compiuto lo ha legittimato nella sua assoluta pienezza.

    Pietro Zovadelli è un quasi sessantino, essendo nato il 20 dicembre del 1964.

    È un atleta completo, fisico asciutto, dotato di incredibile abilità all’accosto e di un tiro preciso ed efficace, capace di leggere le partite come pochi altri. Sulle corsie di gioco il mancino è sempre molto concentrato e non si concede nessun gesto plateale di soddisfazione né di disapprovazione.

    Dopo il successo nel “Pallino d’oro”, lo abbiamo intervistato in esclusiva.

    Pietro, si è trattato della vittoria più bella di una lunga carriera?

    È certamente una delle più belle anche perché non immaginavo proprio che potesse giungere sulla soglia dei sessanta.

    Ma Pietro Zovadelli è nato colpitore imparato?

    Inizialmente come sottomanista fino ai trent’anni, poi con l’avvento delle corsie sintetiche mi sono …riciclato e sono divenuto più individualista curando vieppiù l’accosto.

    I partner che ricordi con piacere?

    Sono alcuni, ma se ne devo citare due dico Marco Luraghi e l’attuale giovane Mattia Visconti.

    A Budrione, Mattia ti ha poi battuto nella semifinale del prestigioso torneo del giorno dopo il “Pallino d’oro” …

    Abbiamo giocato apertamente e senza accordo alcuno. Lui ha meritato di vincere.

    Titoli internazionali?

    Con la nazionale azzurra ho partecipato e vinto tre Campionati d’Europa e un mondiale, proprio a Lugano, nel 1991. La squadra annoverava Dante D’Alessandro, Andrea Bagnoli e Riccardo Odorico.

    A Lugano, un paio di anni fa, sei stato protagonista di una partita straordinaria in un torneo internazionale con Mattia Visconti. Partita poi persa sul fino i lana contro la formazione di Christian Andreani e Fernando Paone …

    Sì, ricordo il livello altissimo della sfida. Peccato averla persa!

    E la Caccialanza?

    Siamo una squadra piuttosto solida. Oltre a Mattia ci sono Luca Viscusi e Mirko Savoretti. Tre vittorie nelle prime tre giornate e un pareggio nella quarta contro la Flaminio di Roma, proprio la squadra di Gabriele Marinelli, il vincitore del “Gran Premio Rinascita”.